La Lady di Caladan by Brian Herbert & Kevin J. Anderson

La Lady di Caladan by Brian Herbert & Kevin J. Anderson

autore:Brian Herbert & Kevin J. Anderson [Herbert, Brian & Anderson, Kevin J.]
La lingua: ita
Format: epub
Tags: Novela, Ciencia ficción
editore: ePubLibre
pubblicato: 2021-12-15T00:00:00+00:00


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Anche se ci cavassimo gli occhi, non saremmo in grado di vedere la verità. Anche se ci tagliassimo la lingua, non saremmo in grado di dire la verità. La verità è perpetua.

— Aforisma fremen

Sporadiche folate di vento, sabbia e graniglia turbinavano nelle alte pareti della gola che celava la raffineria di Orgiz. Il caldo e la polvere fecero seccare la bocca e bruciare gli occhi a Rabban, ma era contento di essere tornato su Arrakis dal deprimente Lankiveil. Le condizioni estreme del deserto lo facevano sentire vivo, e lì era al comando.

In fondo all’angusta gola, i silos di spezia erano colmi della polvere rugginosa di melange. Una manciata di quella sostanza equivaleva a un anno di salario delle classi meno abbienti di Giedi Primo. I lavoratori delle sabbie erano veterani incalliti, i volti segnati dalle intemperie, i corpi asciutti chiusi nelle tute distillanti. Venivano scelti delle normali squadre di operai della spezia e riassegnati alle operazioni segrete di Orgiz. I torvi capoturno erano fedelissimi degli Harkonnen, giunti da Giedi Primo. Lì, ogni persona era vincolata alla lealtà assoluta, tramite indottrinamento, tangenti o ricatti.

Dopo il trasferimento a Orgiz, però, a nessuno era permesso di andarsene e gli operai cominciarono a rendersene conto. I rifornimenti venivano consegnati e i loro conti erano pieni, ma non avevano licenze: Rabban non poteva rischiare. Nonostante brontolassero, non avevano altro posto in cui fuggire. Sapevano bene che addentrarsi nel deserto equivaleva a morte certa.

Rabban alzò lo sguardo e udì il ronzio di un’ala trasporto. Vide la parte inferiore muoversi mentre la mimetizzazione elettronica iniziava a svanire. All’arrivo di un altro carico, il rumore fece vibrare le pareti rocciose, ma il pesante velivolo superò a malapena le cime frastagliate della montagna. La perdita della prima raffineria, dopo che un verme delle sabbie aveva distrutto tutto, era stata un evento imbarazzante per Casa Harkonnen. Adesso, però, l’ingresso alla gola era bloccato da una valanga di roccia e la ripresa delle operazioni si stava rivelando assai redditizia.

La luce del sole fendeva la gola mentre Rabban camminava impettito nel complesso. Fece sì che la squadra lo vedesse, così da farli lavorare di più e produrre maggiore melange. Indossava un’armatura di protezione, stivali alti e una cintura scudo che mai avrebbe usato nel deserto, ma disprezzava la costrizione delle tute distillanti come quelle degli operai. Sentiva il sudore colare ed evaporare nell’aria, una sensazione liberatoria. Lui era Glossu Rabban, il conte di Lankiveil, e poteva acquistare tutta l’acqua che voleva.

Dopo la recente sfida lanciata dallo zio affinché dimostrasse le proprie capacità, Rabban era certo che sarebbe stato il prossimo barone Harkonnen, al posto del fratello. Lupar gli aveva confermato che il micidiale acaro invasivo era stato liberato su Caladan e che in poche settimane si sarebbe diffuso in tutti gli stabilimenti. Presto tutti i pesci luna sarebbero morti e l’intera industria degli Atreides sarebbe collassata. Questo sarebbe di certo bastato per impressionare il barone.

Prima di lasciare Giedi Primo, lo zio aveva detto loro che aveva già messo in moto un piano



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